Che schifo! Consiglio comunale, stasera a Grottaglie, da vomito.
Premetto: non si parlava della discarica. Né della piattaforma. E neppure dell'inceneritore, che hanno schiaffato di soppiatto tra i progetti di area vasta.
Argomento principale, stasera: la Casa di riposo. Voi direte: cosa c'entra con l'ambiente, col terzo lotto della Ecolevante autorizzato su carte false? Insomma, cosa c'entra? C'entra, invece. C'entra, eccome. Ascoltatemi.
Ecco la storia, per sommi capi. La gestione di questa casa di riposo, in passato, era stata affidata alla cooperativa Gea. Tutti sapevano delle assunzioni fatte un mese prima delle elezioni. Tutti sapevano dell'uso di questa struttura per la campagna elettorale. E poi, imbrogli di varia natura, impiego per finalità "private" degli operai di questa cooperativa da parte di politici e funzionari pubblici. Schiavismi moderni: ricatti occupazionali, abusi di potere. Tutti sapevano anche degli anziani non autosufficienti, ospiti malgrado in questa struttura non possano esserci persone "allettate" o non autosufficienti. Insomma, i soliti abusi. Gli stessi che hanno portato alle autorizzazioni alle discariche e ad altre sciempiaggini.
Ora, però, l'impunità ha creato l'esagerazione. L'appalto è stato revocato alla Gea ed è stato affidato alla cooperativa Domus, una costola della cooperativa La Fiorita, creatura di Comunione e Liberazione in cui grandissima influenza ha un certo Don Ruggieri, fondatore di un movimento politico cattolico con Bagnardi, il sindaco della Grottaglie città delle discariche. Ebbene, nell'immensa carità cristiana e soprattutto in questo passaggio dalla Gea alla Domus, 11 o 12 persone sono ora senza lavoro. Così, da un giorno all'altro, questa gente si è ritrovata per strada. Due lavoratrici hanno cominciato lo sciopero della fame da alcuni giorni.
Stasera se ne doveva discutere. Bhé, di fronte a questa gente disperata, sindaco ed assessori ridacchiavano, giochicchiavano coi loro cellulari, scherzavano con gli agenti della digos, ostentavano tutta la loro arroganza paesanotta. Gente allettata? Gente non autosufficiente alla Casa di Riposo? Ma quando mai? L'assessore alle politiche sociali, disoccupato per scelta di vita, ha sciorinato certificati di idoneità ed autosufficienza che qualche medico (del quale vorremmo tanto sapere il nome) ha rilasciato a persone paralitiche o affette da morbo di Alzheimer. Tutto dinanzi agli occhi increduli degli operai estromessi dalla Casa di riposo che conoscono bene tutti gli ospiti. Come zia Pina, donna anziana sulla sedia a rotelle, assistita con un riguardo superiore a quello riservato ad altri ospiti della casa di riposo proprio perché zia, guarda caso, del sindaco bagnardi. E tra le zie in carozzella, c'è anche la zia di alabrese, assessore all'ambiente che ci querelò a suo tempo, e la zia di Vito Nicola Cavallo, altro assessore di questo Comune sponsor e sponsorizzato dai gestori delle discariche.
Riassumendo: questi... come chiamarli? politici?, vabbè, questi si sono fatti campagna elettorale con la casa di riposo, citandola a proposito e sproposito anche durante i comizi, hanno parcheggiato lì i loro parenti, hanno ispirato ai loro associati politici la creazione di una cooperativa di servizi sociali, a questa cooperativa hanno affidato la gestione della struttura, hanno licenziato dei lavoratori, se ne sono lavati le mani dicendo che non è colpa loro, e stasera hanno deriso le persone che ne hanno fatto le spese, perdendo un lavoro che cercano di recuperare con lo sciopero della fame.
Stasera, le lavoratrici senza lavoro staranno davanti al Comune. Passeranno un'altra notte al freddo, in macchina, senza mangiare per protesta. Il sindaco e gli assessori, scortati da poliziotti e vigili urbani, se ne sono andati a casa. Alcuni dei loro consiglieri, prestati al pd dalla cgil, prima di andare via, si sono esibiti in qualche acrobazia dialettica per mascherare le colpe dei loro padroni politici, e si sono sincerati che la questione non venga "strumentalizzata" sui giornali.
Ora ditemi: siete ancora convinti che anche questa non sia una discarica.
Il presidio permanente ha deciso che domani, martedì 18 novembre, alle ore 20.30, terrà la sua assemblea davanti al Comune di Grottaglie. Sperando sempre che domani non inizi la distruzione del cortile del medievale castello Episcopio. Dovrebbero infatti cominciare a giorni i lavori commissionati dalla stessa amministrazione comunale, che invece della roccia del cortile "spianata" nel 1300 e solcata dalle tracce dei carri medievali, preferisce delle piastrelle nuove di zecca.
LA CONFERENZA DEI SERVIZI E' STATA RINVIATA AL 3 DICEMBRE PER ACCERTAMENTI SULL'ABUSIVISMO DELLA PIATTAFORMA
lunedì 17 novembre 2008
...ASSEMBLEAAAA.....
QUESTA SERA
Martedì 18/11/08
Alle ore 20:00 IMPORTANTE ASSEMBLEA SOTTO IL COMUNE
DI GROTTAGLIE!
NON MANCATE..........!
Martedì 18/11/08
Alle ore 20:00 IMPORTANTE ASSEMBLEA SOTTO IL COMUNE
DI GROTTAGLIE!
NON MANCATE..........!
oggi, alle 17, tutti al Consiglio comunale di Grottaglie
IL LAVORO NON SI TOCCA. LA DIGNITA' NON SI CALPESTA.
C'è chi invece specula sulla tua pelle.
C'è chi invece ti scippa il diritto al lavoro, il diritto alla salute, il diritto a un ambiente sano, il diritto di avere diritti.
C'è chi ha messo le sue sporche mani sulle tua vita.
Difenditi. Difendiamoci.
Costruiamo insieme solidarietà, ribellione, libertà
Contro il saccheggio della malapolitica, auto-organizzazione e democrazia dal basso
IL PRESIDIO PERMANENTE SOLIDALE CON I LAVORATORI ESTROMESSI DALLA CASA DI RIPOSO
C'è chi invece specula sulla tua pelle.
C'è chi invece ti scippa il diritto al lavoro, il diritto alla salute, il diritto a un ambiente sano, il diritto di avere diritti.
C'è chi ha messo le sue sporche mani sulle tua vita.
Difenditi. Difendiamoci.
Costruiamo insieme solidarietà, ribellione, libertà
Contro il saccheggio della malapolitica, auto-organizzazione e democrazia dal basso
IL PRESIDIO PERMANENTE SOLIDALE CON I LAVORATORI ESTROMESSI DALLA CASA DI RIPOSO
domenica 16 novembre 2008
Stasera assemblea
Causa pioggia, ieri non c'è stata assemblea. Ci sarà stasera, sempre in piazza Milite Ignoto, alle ore 20. Per le prossime volte, in caso di pioggia, c'è sempre il nostro presidio. Ci vediamo stasera
Gomorra anche a Taranto?
Ecco l'articolo di Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera di oggi.
Parla delle intercettazioni riguardanti il traffico dei rifiuti. Parla dell'asse Napoli-Taranto e dei "giri" che fanno i tir prima di arrivare qui a "scaricare".
Ma Florido la conosce la verità quando autorizza la più grande discarica di rifiuti tossici e speciali proprio tra Grottaglie e San Marzano?
Milano, rifiuti tossici come in Gomorra. «Carico i fusti, fumano e puzzano»
L'inchiesta in Lombardia si è chiusa con 18 condanne. Le intercettazioni choc: «Facciamo 12 milioni al giorno»
È nello specchietto retrovisore che l'autista del Tir scorge una scia di fumo che si sta sprigionando dalla sua cisterna di rifiuti in finta regola. Autista: «Ma c'è una balla che fuma qua...! Vieni qua a vedere dove sto caricando le balle... », urla al telefono al padrone della ditta di trasporti, che prova a tranquillizzarlo. Trasportatore: «Eh, mi è inutile veni' a guardare, già lo so...». Autista: «Io non la carico!». Trasportatore: «Mettila da parte... e dopo glielo dici pure, ma intanto arriva sempre 'sta roba...». Passa un'ora, e la scena si ripete con altro carico e altro autista. Autista: «Oh, io ho parcheggiato anch'io, minchia, è in bollizione ( il camion, ndr), ho fatto un po' di quelle cisterne...». E stavolta il trasportatore è meno baldanzoso. Forse perché è piegato in due. Trasportatore: «Mi fa male lo stomaco a stare là fuori..., sono andato a prendere un po' di latte da quanto mi faceva male...».
L'unico allegro è l'imprenditore che tira le fila del traffico di rifiuti. Imprenditore: «Sto in piena forma, sto prendendo dei lavori abbastanza paurosi!... sto facendo dei lavori megagalattici! Dì agli autisti di stare zitti, eh! perché se si rompe il giro, addio! Entrano ( i rifiuti, ndr) a 215 e vanno fuori a 185... guadagnamo un 30 lire al chilo... Van pesati, chiusi i formulari d'entrata... messi i formulari d'uscita e via andare... se riusciamo è un bel giro! Ci rimangono 30 lire pulite... sono 4mila quintali al giorno... sono 12 milioni al giorno... ».
Benvenuti a Gomorra quattro anni prima di Gomorra, del libro, del film. Senza la camorra. E non nell'ambientazione campana, ma sul set dell'operosa Lombardia del 2003. Sono 1.500 le intercettazioni dei carabinieri del Noe alla base di una sentenza di primo grado relativa a un traffico di rifiuti dal Sud al Nord e di nuovo al Sud, che in Tribunale a Milano su richiesta del pm Fabio Napoleone ha condannato 18 imputati a 42 anni di reclusione e a risarcire Regione e Comuni (oltre che il Wwf) dei territori e delle popolazioni danneggiate: e le 250 pagine di motivazioni mostrano come talune inchieste giudiziarie anticipassero anche al Nord consapevolezze ora finalmente irrobustite da ricerche, film e saggi (come di recente l'originale «Dio non volta le spalle a Napoli» di Francesco Anfossi, Paoline).
A risentirla ora, il traffico illecito stava già tutto nell'intercettazione in cui due imprenditori festeggiavano alle 7 di mattina del 7 maggio 2003 l'affacciarsi di una emergenza-rifiuti a Napoli. E assaporavano già, più ancora, le opportunità offerte dal dopo-emergenza. Primo imprenditore: «È partita l'emergenza a Napoli, lo sai eh?... è partita l'emergenza urbani...». Secondo imprenditore: «E tu puoi prendere qualcosa?». Primo imprenditore: «Giù non faccio più niente...perché finché c'è l'emergenza son tutti bravi...». Secondo imprenditore, ridendo: «Poi arriva il dopo emergenza...». Infatti. Quando l'impianto campano di Giffoni Valle Piana a Salerno non ce la fa più, la struttura commissariale comincia a smistarli a società accreditate. Come una di Bologna. Dove però non vengono smaltiti per la semplice ragione — spiega la sentenza — che «non venivano neppure scaricati ma rimanevano sui camion e ripartivano subito, attraverso un mero giro bolla cartolare, con lo stesso codice con cui erano giunti ma con diversa causale», alla volta di ditte, di siti di stoccaggio, a volte persino di semplici buche, in Lombardia e Piemonte. Fagnano Olona (Varese), Fino Mornasco (Como), Rho e Assago (Milano), Filago (Bergamo), Villastellone (Torino), Fossano (Cuneo) sono alcune delle tappe di questo giro d'Italia dei rifiuti dal Sud al Nord e dal Nord al Sud, di nuovo in Campania e soprattutto in Puglia.
E quando si tratta di rifiuti pericolosi? Basta «un fantomatico trattamento senza alcuna modifica» e con «assoluta leggerezza di trasporto », evidenzia il giudice estensore Pietro Caccialanza (stessa terna del processo Mills formata con Nicoletta Gandus e Loretta Dorigo): dietro «un meticoloso adeguamento di pesi, tare, orari di uscita e di arrivo dei camion, per far sembrare candidamente vero quello che è spudoratamente falso», c'erano «sempre gli stessi rifiuti, che pericolosi erano e pericolosi restano, passati di mano in mano per lucroso tornaconto». Le incredibili scene captate dalle intercettazioni vengono confermate dalle deposizioni dei testi. Come l'autista che aveva visto «bollire» i rifiuti sul suo Tir. Primo autista: «Ricordo un viaggio con questi bidoncini a luglio... si era come innescato un principio di incendio, gli ho dovuto gettare dell'acqua perché dai bidoni si levava del fumo». Secondo autista: «L'imprenditore ci diceva di completare i camion, se ci stava un altro po' di roba, perché lui pagava il viaggio. Se il camion arrivava con 150 quintali, lui diceva di cercare di portarlo a 200, ci metteva un altro po' di roba... e faceva tutto il giro dell'Italia... Napoli-Taranto sono 400 chilometri, e invece attraversavano l'Italia! Io l'ho pure chiesto il perché, ma purtroppo, quando uno ha famiglia, deve stare pure zitto...».
Il giro è talmente smaccato e pericoloso che, ogni tanto, uno dei protagonisti si preoccupa. Come lo smaltitore che si giustifica con l'organizzatore del traffico per avergli fermato alcune cisterne. Smaltitore: «Ascolti... c'erano delle cisternette da fare... quelle sporche... il discorso è che 'sto carico è intrattabile... Ho dovuto bloccare perché tutto il rione è una puzza di insetticida... una puzza da morire... e ho dovuto sospendere... con quella puzza c'è stato qua i carabinieri, i vigili del fuoco e l'Arpa fino a mezzanotte... ». E, per quanto tutti straguadagnino con il traffico illecito, c'è chi teme di esagerare. Come il trasportatore che un giorno sbotta con chi gli manda i carichi di rifiuti. Trasportatore: «Hai fatto bene a non venire, se no ti prendevo a calci nel c... Quel materiale che m'hai mandato è una schifezza assurda, è troppo sporco... puzza di pattumiera che fa paura. Vuoi mi chiudano l'impianto per queste cose qua? Non mandarmi più questo materiale per ora!».
Parla delle intercettazioni riguardanti il traffico dei rifiuti. Parla dell'asse Napoli-Taranto e dei "giri" che fanno i tir prima di arrivare qui a "scaricare".
Ma Florido la conosce la verità quando autorizza la più grande discarica di rifiuti tossici e speciali proprio tra Grottaglie e San Marzano?
Milano, rifiuti tossici come in Gomorra. «Carico i fusti, fumano e puzzano»
L'inchiesta in Lombardia si è chiusa con 18 condanne. Le intercettazioni choc: «Facciamo 12 milioni al giorno»
È nello specchietto retrovisore che l'autista del Tir scorge una scia di fumo che si sta sprigionando dalla sua cisterna di rifiuti in finta regola. Autista: «Ma c'è una balla che fuma qua...! Vieni qua a vedere dove sto caricando le balle... », urla al telefono al padrone della ditta di trasporti, che prova a tranquillizzarlo. Trasportatore: «Eh, mi è inutile veni' a guardare, già lo so...». Autista: «Io non la carico!». Trasportatore: «Mettila da parte... e dopo glielo dici pure, ma intanto arriva sempre 'sta roba...». Passa un'ora, e la scena si ripete con altro carico e altro autista. Autista: «Oh, io ho parcheggiato anch'io, minchia, è in bollizione ( il camion, ndr), ho fatto un po' di quelle cisterne...». E stavolta il trasportatore è meno baldanzoso. Forse perché è piegato in due. Trasportatore: «Mi fa male lo stomaco a stare là fuori..., sono andato a prendere un po' di latte da quanto mi faceva male...».
L'unico allegro è l'imprenditore che tira le fila del traffico di rifiuti. Imprenditore: «Sto in piena forma, sto prendendo dei lavori abbastanza paurosi!... sto facendo dei lavori megagalattici! Dì agli autisti di stare zitti, eh! perché se si rompe il giro, addio! Entrano ( i rifiuti, ndr) a 215 e vanno fuori a 185... guadagnamo un 30 lire al chilo... Van pesati, chiusi i formulari d'entrata... messi i formulari d'uscita e via andare... se riusciamo è un bel giro! Ci rimangono 30 lire pulite... sono 4mila quintali al giorno... sono 12 milioni al giorno... ».
Benvenuti a Gomorra quattro anni prima di Gomorra, del libro, del film. Senza la camorra. E non nell'ambientazione campana, ma sul set dell'operosa Lombardia del 2003. Sono 1.500 le intercettazioni dei carabinieri del Noe alla base di una sentenza di primo grado relativa a un traffico di rifiuti dal Sud al Nord e di nuovo al Sud, che in Tribunale a Milano su richiesta del pm Fabio Napoleone ha condannato 18 imputati a 42 anni di reclusione e a risarcire Regione e Comuni (oltre che il Wwf) dei territori e delle popolazioni danneggiate: e le 250 pagine di motivazioni mostrano come talune inchieste giudiziarie anticipassero anche al Nord consapevolezze ora finalmente irrobustite da ricerche, film e saggi (come di recente l'originale «Dio non volta le spalle a Napoli» di Francesco Anfossi, Paoline).
A risentirla ora, il traffico illecito stava già tutto nell'intercettazione in cui due imprenditori festeggiavano alle 7 di mattina del 7 maggio 2003 l'affacciarsi di una emergenza-rifiuti a Napoli. E assaporavano già, più ancora, le opportunità offerte dal dopo-emergenza. Primo imprenditore: «È partita l'emergenza a Napoli, lo sai eh?... è partita l'emergenza urbani...». Secondo imprenditore: «E tu puoi prendere qualcosa?». Primo imprenditore: «Giù non faccio più niente...perché finché c'è l'emergenza son tutti bravi...». Secondo imprenditore, ridendo: «Poi arriva il dopo emergenza...». Infatti. Quando l'impianto campano di Giffoni Valle Piana a Salerno non ce la fa più, la struttura commissariale comincia a smistarli a società accreditate. Come una di Bologna. Dove però non vengono smaltiti per la semplice ragione — spiega la sentenza — che «non venivano neppure scaricati ma rimanevano sui camion e ripartivano subito, attraverso un mero giro bolla cartolare, con lo stesso codice con cui erano giunti ma con diversa causale», alla volta di ditte, di siti di stoccaggio, a volte persino di semplici buche, in Lombardia e Piemonte. Fagnano Olona (Varese), Fino Mornasco (Como), Rho e Assago (Milano), Filago (Bergamo), Villastellone (Torino), Fossano (Cuneo) sono alcune delle tappe di questo giro d'Italia dei rifiuti dal Sud al Nord e dal Nord al Sud, di nuovo in Campania e soprattutto in Puglia.
E quando si tratta di rifiuti pericolosi? Basta «un fantomatico trattamento senza alcuna modifica» e con «assoluta leggerezza di trasporto », evidenzia il giudice estensore Pietro Caccialanza (stessa terna del processo Mills formata con Nicoletta Gandus e Loretta Dorigo): dietro «un meticoloso adeguamento di pesi, tare, orari di uscita e di arrivo dei camion, per far sembrare candidamente vero quello che è spudoratamente falso», c'erano «sempre gli stessi rifiuti, che pericolosi erano e pericolosi restano, passati di mano in mano per lucroso tornaconto». Le incredibili scene captate dalle intercettazioni vengono confermate dalle deposizioni dei testi. Come l'autista che aveva visto «bollire» i rifiuti sul suo Tir. Primo autista: «Ricordo un viaggio con questi bidoncini a luglio... si era come innescato un principio di incendio, gli ho dovuto gettare dell'acqua perché dai bidoni si levava del fumo». Secondo autista: «L'imprenditore ci diceva di completare i camion, se ci stava un altro po' di roba, perché lui pagava il viaggio. Se il camion arrivava con 150 quintali, lui diceva di cercare di portarlo a 200, ci metteva un altro po' di roba... e faceva tutto il giro dell'Italia... Napoli-Taranto sono 400 chilometri, e invece attraversavano l'Italia! Io l'ho pure chiesto il perché, ma purtroppo, quando uno ha famiglia, deve stare pure zitto...».
Il giro è talmente smaccato e pericoloso che, ogni tanto, uno dei protagonisti si preoccupa. Come lo smaltitore che si giustifica con l'organizzatore del traffico per avergli fermato alcune cisterne. Smaltitore: «Ascolti... c'erano delle cisternette da fare... quelle sporche... il discorso è che 'sto carico è intrattabile... Ho dovuto bloccare perché tutto il rione è una puzza di insetticida... una puzza da morire... e ho dovuto sospendere... con quella puzza c'è stato qua i carabinieri, i vigili del fuoco e l'Arpa fino a mezzanotte... ». E, per quanto tutti straguadagnino con il traffico illecito, c'è chi teme di esagerare. Come il trasportatore che un giorno sbotta con chi gli manda i carichi di rifiuti. Trasportatore: «Hai fatto bene a non venire, se no ti prendevo a calci nel c... Quel materiale che m'hai mandato è una schifezza assurda, è troppo sporco... puzza di pattumiera che fa paura. Vuoi mi chiudano l'impianto per queste cose qua? Non mandarmi più questo materiale per ora!».
Che Sud che fa
Paragoni; metafore; similitudini. L'importante è capirsi e capire gli inganni messi in atto dall'amministrazione comunale di San Marzano.
Immaginiamo l'autorizzazione alla piattaforma come una patente di guida.
Ebbene, è come se Lonoce avesse ottenuto la patente D, quella per i camion. Successivamente, ha deciso di guidare solo il vespone. Una limitazione che si è autoimposto di comune accordo con la scuola guida (ovvero il Comune) e con la Motorizzazione civile (ovvero la Provincia). Cioè: ha sostenuto gli esami, li ha superati, ha pagato la marca da bollo, potrebbe lavorare come autotrasportatore, ma niente, ora ha cambiato idea. Malgrado abbia tutte le carte in regola per il camion, Lonoce ha deciso di restare col vespone. Se domani cambia idea, chi glielo impedirà? La polizia stradale? La scuola guida? La Motorizzazione civile? Nessuno, non vi pare?
Il paragone ci serve per smascherare la grande menzogna del Comune sanmarzanese che, con apposita delibera, concede un tipo di autorizzazione con delibere ed atti amministrativi, e poi dice di voler porre dei limiti ad essa con letterine postume, scritte di fretta, e con dichiarazioni di intenti, affidate alla stampa. E magari ci si aspetta che la gente ci caschi. E' davvero un'offesa all'intelligenza della gente.
Cosa potrebbe fare Lonoce con le sue autorizzazioni? Raccogliere 200 tonnellate al giorno di rifiuti speciali da stoccare nei suoi capannoni abusivi, ed inviarli poi nelle discariche vicine. Oppure, confezionare ecoballe per gli incenritori. Insomma, diventerebbe un mediatore; un procacciatore di rifiuti in una terra in cui le autorizzazioni a discariche ed inceneritori non hanno freni.
A prtoposito di questo urge un altro paragone. Immaginate di voler costruire una o più case in un paese che non ha un piano regolatore. Come dite? Impossibile? Per le discariche no, è possibilissimo. La Provincia di taranto non ha una piano di smaltimento di rifiuti, non ha il piano regolatore per la monnezza. In questo vuoto, si continuano ad autorizzare altre discariche. Praticamente, tutte abusive, le discariche che sinora sono 73, settantatre per 29 comuni. Gli inceneritori sono due. Altri due sono in progetto nell'area vasta, uno a Grottaglie (inceneritore sperimentale con gassificatore) e l'altro a Fragagnano (termodistruttore per rifiuti speciali e pericolosi). La raccolta differenziata è ai livelli minimi nazionali (meno del 10 % in media) mentre per tumori, patologie infantili ed emissioni di diossina, il territorio tarantino non teme confronti.
Raccolta differenziata porta a porta? Niente di niente. Riutilizzo? macché. Il disastro invece continua, perché rende miliardi alla società mista politici&imprenditori. parliamo di ecomafie? No, guai ad usare questo termine brutto. Guai a fare i nomi di chi, davanti a tutti, in un Consiglio comunale, arriva a minacciare gli ambientalisti con un "ci vediamo all'uscita". E tutto sotto lo sguardo dei carabinieri amichevolmente immobili. E tutto questo ci viene contrabbandato col marchio di "legalità". Eccolo il Sud. Se volete aiutarci, venite a trovarci, e poi raccontate ciò che ci sta accadendo, anche se si farebbe prima a dire ciò che non ci sta accadendo.
Immaginiamo l'autorizzazione alla piattaforma come una patente di guida.
Ebbene, è come se Lonoce avesse ottenuto la patente D, quella per i camion. Successivamente, ha deciso di guidare solo il vespone. Una limitazione che si è autoimposto di comune accordo con la scuola guida (ovvero il Comune) e con la Motorizzazione civile (ovvero la Provincia). Cioè: ha sostenuto gli esami, li ha superati, ha pagato la marca da bollo, potrebbe lavorare come autotrasportatore, ma niente, ora ha cambiato idea. Malgrado abbia tutte le carte in regola per il camion, Lonoce ha deciso di restare col vespone. Se domani cambia idea, chi glielo impedirà? La polizia stradale? La scuola guida? La Motorizzazione civile? Nessuno, non vi pare?
Il paragone ci serve per smascherare la grande menzogna del Comune sanmarzanese che, con apposita delibera, concede un tipo di autorizzazione con delibere ed atti amministrativi, e poi dice di voler porre dei limiti ad essa con letterine postume, scritte di fretta, e con dichiarazioni di intenti, affidate alla stampa. E magari ci si aspetta che la gente ci caschi. E' davvero un'offesa all'intelligenza della gente.
Cosa potrebbe fare Lonoce con le sue autorizzazioni? Raccogliere 200 tonnellate al giorno di rifiuti speciali da stoccare nei suoi capannoni abusivi, ed inviarli poi nelle discariche vicine. Oppure, confezionare ecoballe per gli incenritori. Insomma, diventerebbe un mediatore; un procacciatore di rifiuti in una terra in cui le autorizzazioni a discariche ed inceneritori non hanno freni.
A prtoposito di questo urge un altro paragone. Immaginate di voler costruire una o più case in un paese che non ha un piano regolatore. Come dite? Impossibile? Per le discariche no, è possibilissimo. La Provincia di taranto non ha una piano di smaltimento di rifiuti, non ha il piano regolatore per la monnezza. In questo vuoto, si continuano ad autorizzare altre discariche. Praticamente, tutte abusive, le discariche che sinora sono 73, settantatre per 29 comuni. Gli inceneritori sono due. Altri due sono in progetto nell'area vasta, uno a Grottaglie (inceneritore sperimentale con gassificatore) e l'altro a Fragagnano (termodistruttore per rifiuti speciali e pericolosi). La raccolta differenziata è ai livelli minimi nazionali (meno del 10 % in media) mentre per tumori, patologie infantili ed emissioni di diossina, il territorio tarantino non teme confronti.
Raccolta differenziata porta a porta? Niente di niente. Riutilizzo? macché. Il disastro invece continua, perché rende miliardi alla società mista politici&imprenditori. parliamo di ecomafie? No, guai ad usare questo termine brutto. Guai a fare i nomi di chi, davanti a tutti, in un Consiglio comunale, arriva a minacciare gli ambientalisti con un "ci vediamo all'uscita". E tutto sotto lo sguardo dei carabinieri amichevolmente immobili. E tutto questo ci viene contrabbandato col marchio di "legalità". Eccolo il Sud. Se volete aiutarci, venite a trovarci, e poi raccontate ciò che ci sta accadendo, anche se si farebbe prima a dire ciò che non ci sta accadendo.
sabato 15 novembre 2008
alla ricerca di Borsci. San marzano scrive a c'è posta per te e a chi l'ha visto
Riceviamo e pubblichiamo una lettera dei cittadini di san marzano riuniti in piazza dopo l'assemblea pubblica di ieri sera, venerdì 14 novembre 2008.
Gentili redazioni di "Chi l'ha Visto" e di "C'è posta per te",
chi Vi scrive è la Comunità di San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto.
Siamo alla ricerca del sindaco. Il suo nome è Giuseppe Borsci, maestro di spin bike prestato alla politica. Ha voluto la bicicletta, ed adesso pedala. Ma forse, pedala pedala, si è allontanato troppo. Perciò, noi cittadini lo stiamo cercando. Giorno e notte. Ma sinora le ricerche sono state vane. Giovedì scorso lo abbiamo aspettato al Comune, dalle 9 di mattina all'1 di notte. Niente da fare. Lui non si è fatto vedere. Anche la polizia non è riuscita a rintracciarlo. Insomma, siamo molto preoccupati.
L'ultima volta che è stato avvistato, sembrava in evidente stato confusionale.
Parlava di raccolta differenziata da realizzare in una piattaforma per rifiuti speciali e per ecoballe da inceneritori. Come se non bastasse, abbiamo pure saputo che sta frequentando cattive compagnie. Potrebbe perciò diventare pericoloso sia per sè che per gli altri.
Ha cambiato anche stile ed abbigliamento. Ha infatti abbandonato la sua abituale tuta sportiva. Nell'ultima sua apparizione pubblica, indossava una vecchia giacchetta che non gli stava neanche stretta. Pare che cominci anche a muoversi a scatti, tipo burattino. Balbetta, farfuglia, si incanta come un vecchio grammofono sino a quando non interviene a dargli un colpo il suo capo. Alcune volte, però, il capo suggeritore si allontana troppo, tanto che la Vodafone gli ha offerto gratuitamente la nuova offerta "You and me for jacket". Il suo comportamento è cambiato molto, denotando evidenti segni di squilibrio. Prima delle elezioni, il suo motto era "con la gente, per la gente, tra la gente". Ora, invece, dopo aver mangiato una torta o quantomeno una grossa fetta, ci ha abbandonato senza nemmeno un saluto.
Gentili Redazioni siamo, davvero preoccupati. Dalla sua stanza sono anche scomparse le catene con cui doveva incatenarsi ad una discarica.
Se ha fatto qualcosa di poco pulito, potrebbe sempre ravvedersi. Non è mai troppo tardi. E noi siamo comunque pronti a perdonarlo. In fondo, tutti possono sbagliare, tutti possono cadere in tentazione soprattutto nel territorio tarantino, dove girano troppi soldi per discariche, piattaforme, inceneritori ed altre schifezze.
Torna a casa, Borsci. Ritorna. Non ci far stare in pensiero. Noi ti aspettiamo a braccia conserte.
Gentili redazioni di Chi l'ha Visto e di C'è posta per te, aiutateci a trovarlo e noi Ve ne saremo grati per tutta la vita e per il futuro di questo paese. Grazie
Cittadini apprensivi di San Marzano
Pare che questa lettera sia stata già inviata alla Rai che a Mediaset.
Gentili redazioni di "Chi l'ha Visto" e di "C'è posta per te",
chi Vi scrive è la Comunità di San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto.
Siamo alla ricerca del sindaco. Il suo nome è Giuseppe Borsci, maestro di spin bike prestato alla politica. Ha voluto la bicicletta, ed adesso pedala. Ma forse, pedala pedala, si è allontanato troppo. Perciò, noi cittadini lo stiamo cercando. Giorno e notte. Ma sinora le ricerche sono state vane. Giovedì scorso lo abbiamo aspettato al Comune, dalle 9 di mattina all'1 di notte. Niente da fare. Lui non si è fatto vedere. Anche la polizia non è riuscita a rintracciarlo. Insomma, siamo molto preoccupati.
L'ultima volta che è stato avvistato, sembrava in evidente stato confusionale.
Parlava di raccolta differenziata da realizzare in una piattaforma per rifiuti speciali e per ecoballe da inceneritori. Come se non bastasse, abbiamo pure saputo che sta frequentando cattive compagnie. Potrebbe perciò diventare pericoloso sia per sè che per gli altri.
Ha cambiato anche stile ed abbigliamento. Ha infatti abbandonato la sua abituale tuta sportiva. Nell'ultima sua apparizione pubblica, indossava una vecchia giacchetta che non gli stava neanche stretta. Pare che cominci anche a muoversi a scatti, tipo burattino. Balbetta, farfuglia, si incanta come un vecchio grammofono sino a quando non interviene a dargli un colpo il suo capo. Alcune volte, però, il capo suggeritore si allontana troppo, tanto che la Vodafone gli ha offerto gratuitamente la nuova offerta "You and me for jacket". Il suo comportamento è cambiato molto, denotando evidenti segni di squilibrio. Prima delle elezioni, il suo motto era "con la gente, per la gente, tra la gente". Ora, invece, dopo aver mangiato una torta o quantomeno una grossa fetta, ci ha abbandonato senza nemmeno un saluto.
Gentili Redazioni siamo, davvero preoccupati. Dalla sua stanza sono anche scomparse le catene con cui doveva incatenarsi ad una discarica.
Se ha fatto qualcosa di poco pulito, potrebbe sempre ravvedersi. Non è mai troppo tardi. E noi siamo comunque pronti a perdonarlo. In fondo, tutti possono sbagliare, tutti possono cadere in tentazione soprattutto nel territorio tarantino, dove girano troppi soldi per discariche, piattaforme, inceneritori ed altre schifezze.
Torna a casa, Borsci. Ritorna. Non ci far stare in pensiero. Noi ti aspettiamo a braccia conserte.
Gentili redazioni di Chi l'ha Visto e di C'è posta per te, aiutateci a trovarlo e noi Ve ne saremo grati per tutta la vita e per il futuro di questo paese. Grazie
Cittadini apprensivi di San Marzano
Pare che questa lettera sia stata già inviata alla Rai che a Mediaset.
venerdì 14 novembre 2008
CS - Comunicato Stampa
Questo documento nasce da un’assemblea permanente all’interno del Comune di San Marzano di San Giuseppe, presidiato pacificamente nella notte tra il 13 ed il 14 novembre, alla vigilia della Conferenza dei Servizi alla Provincia di Taranto sulla piattaforma della Universal Service.
Oggi, come sempre, è necessario ribadire con forza ciò che i politici si ostinano a non voler ascoltare. La nostra terra non è una merce. La nostra salute non può essere in vendita. Il nostro futuro non può restare nelle mani di chi ricava profitti dall’inquinamento e dalla distruzione.
Il nostro no alla piattaforma della Universal Service è perciò il frutto della decisione di una Comunità che ha deciso di dire basta.
Nella terra in cui il tasso di tumori è superiore del 30 per cento rispetto al resto di tutta la Puglia, nella terra che emette il 90,3 per cento della diossina prodotta su tutto il territorio nazionale, alla Comunità non resta che difendersi, opponendo alla forza ed alle intimidazioni la propria dignità e le proprie ragioni.
Questa piattaforma, questi capannoni abusivi, sui quali pende un’ordinanza di demolizione che nessuno sembra intenzionato a far rispettare, insomma questo nuovo ecomostro accoglierà 200 tonnellate al giorno di rifiuti speciali da impacchettare e inviare alla discarica Ecolevante, alle altre 72 discariche di questo territorio, ma soprattutto agli inceneritori, quei due inceneritori già esistenti in questa provincia e gli altri 2 previsti nei progetti di area vasta. Altri due inceneritori, uno tra Grottaglie e San Marzano e l’altro, se possibile, ancora più dannoso da realizzare a Fragagnano per incenerire rifiuti speciali pericolosi senza lasciarne traccia.
Siamo stanchi di essere presi in giro. La possibilità di annullare tutte le autorizzazioni finora concesse esiste ed è concreta: manca la programmazione provinciale.
Ad oggi la provincia di Taranto non ha una gestione programmatica dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Questo basta ed avanza per non autorizzare ulteriori discariche in un territorio già devastato.
La possibilità che questo impianto serva per la combustione dei rifiuti è sempre più concreta. I due inceneritori proposti in questi territori ne sono infatti la prova.
I cittadini pretendono di essere ascoltati quando dicono che questa gestione dei rifiuti che finisce in incenerimento è assolutamente scellerata e condanna i territori e la gente.
Non saremo soddisfatti fino a quando non ci sarà una programmazione sullo smaltimento dei rifiuti concordata con i cittadini, che da anni propongono un ciclo di smaltimento virtuoso incentrata sul riutilizzo in nome della salvaguardia della salute, dell’ambiente. Così si arricchiscono le comunità con nuovi posti di lavoro e con un risparmio concreto sugli acquisti dei prodotti riciclati.
Ecco perché la gente ha deciso di auto-organizzarsi per rivendicare il proprio diritto ad un ambiente sano e ad un futuro sostenibile. Questa è la nostra democrazia dal basso e la difenderemo con ogni mezzo necessario.
Oggi, come sempre, è necessario ribadire con forza ciò che i politici si ostinano a non voler ascoltare. La nostra terra non è una merce. La nostra salute non può essere in vendita. Il nostro futuro non può restare nelle mani di chi ricava profitti dall’inquinamento e dalla distruzione.
Il nostro no alla piattaforma della Universal Service è perciò il frutto della decisione di una Comunità che ha deciso di dire basta.
Nella terra in cui il tasso di tumori è superiore del 30 per cento rispetto al resto di tutta la Puglia, nella terra che emette il 90,3 per cento della diossina prodotta su tutto il territorio nazionale, alla Comunità non resta che difendersi, opponendo alla forza ed alle intimidazioni la propria dignità e le proprie ragioni.
Questa piattaforma, questi capannoni abusivi, sui quali pende un’ordinanza di demolizione che nessuno sembra intenzionato a far rispettare, insomma questo nuovo ecomostro accoglierà 200 tonnellate al giorno di rifiuti speciali da impacchettare e inviare alla discarica Ecolevante, alle altre 72 discariche di questo territorio, ma soprattutto agli inceneritori, quei due inceneritori già esistenti in questa provincia e gli altri 2 previsti nei progetti di area vasta. Altri due inceneritori, uno tra Grottaglie e San Marzano e l’altro, se possibile, ancora più dannoso da realizzare a Fragagnano per incenerire rifiuti speciali pericolosi senza lasciarne traccia.
Siamo stanchi di essere presi in giro. La possibilità di annullare tutte le autorizzazioni finora concesse esiste ed è concreta: manca la programmazione provinciale.
Ad oggi la provincia di Taranto non ha una gestione programmatica dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Questo basta ed avanza per non autorizzare ulteriori discariche in un territorio già devastato.
La possibilità che questo impianto serva per la combustione dei rifiuti è sempre più concreta. I due inceneritori proposti in questi territori ne sono infatti la prova.
I cittadini pretendono di essere ascoltati quando dicono che questa gestione dei rifiuti che finisce in incenerimento è assolutamente scellerata e condanna i territori e la gente.
Non saremo soddisfatti fino a quando non ci sarà una programmazione sullo smaltimento dei rifiuti concordata con i cittadini, che da anni propongono un ciclo di smaltimento virtuoso incentrata sul riutilizzo in nome della salvaguardia della salute, dell’ambiente. Così si arricchiscono le comunità con nuovi posti di lavoro e con un risparmio concreto sugli acquisti dei prodotti riciclati.
Ecco perché la gente ha deciso di auto-organizzarsi per rivendicare il proprio diritto ad un ambiente sano e ad un futuro sostenibile. Questa è la nostra democrazia dal basso e la difenderemo con ogni mezzo necessario.
Questa mattina siamo in Viale Magna Grecia angolo via Lago di Bolsena presso l'assessorato alle politiche sociali e ambientali per la conferenza di servizi, inoltre oggi dalle 13 ci sarà la diretta su Telenorba.
Passate parola e raggiungeteci per chi può
giovedì 13 novembre 2008
AGGIORNAMENTO h21:00
La gente non ha intenzione di smobilitare
Il sindaco non si è fatto vivo (non si assume quindi le sue respondabilità)
C'è chi è gia pronto ad incatenarsi...
La lotta è dura e non ci fa paura!!!
Il sindaco non si è fatto vivo (non si assume quindi le sue respondabilità)
C'è chi è gia pronto ad incatenarsi...
La lotta è dura e non ci fa paura!!!
ASSEMBLEAAAAAAA
E' in corso un'assemblea nel comune di San Marzano di S.G. per dire no a questa cazzo di piattaforma...
Contro l'indifferenza della malapolitica
contro chi vuole fare della provincia jonica il polo dell monnezza...
E' una questione che riguarda tutti....ANCHE TE!
La tua assenza è complicità
la tua presenza è la nostra forza
Contro l'indifferenza della malapolitica
contro chi vuole fare della provincia jonica il polo dell monnezza...
E' una questione che riguarda tutti....ANCHE TE!
La tua assenza è complicità
la tua presenza è la nostra forza
SIT-IN DI PROTESTA
SIT-IN DI PROTESTA PER TUTTA LA GIORNATA
DAVANTI AL COMUNE DI SAN MARZANO
PASSATE PAROLA E ACCORRETE NUMEROSI
PER DIRE NO ALLA PIATTAFORMA DELLA UNIVERSAL SERVICE
Vastasi
Attenzione. Nuovi crimini in programma. Guardate Area Vasta. Tra i progetti presentati, ce ne sono due a dir poco inquietanti.1- La Ingegneria&Servizi Srl vuole realizzare un inceneritore con gassificatore annesso. Indovinate dove? Bravi, avete indovinato. A Grottaglie. Località La Torre-Caprarica accanto alla discarica Ecolevante? Molto probabile. Anzi, è quasi sicuro.
Chi c'è dietro questa Srl? Ingegneria6Servizi: stiamo cercando di scoprire qualcosa in più. Di certo, visto che gli inceneritori sono quasi tutti a gestione pubblica (vedi Brescia e tutti gli altri), si capisce l'insistenza di Bagnardi nel voler accelerare le procedure di area vasta.
2 - La Consilia Group Srl vuole realizzare un impianto di termodistruzione di rifiuti speciali e pericolosi a Fragagnano, proprio vicino alla discarica Vergine.
Con gli inceneritori di Statte, Massafra e Taranto, e gli altri due in progetto, questa terra si candida ad ospitare 5, sì, cinque inceneritori. Parlando in cifre, le quantità di rifiuti necessaria per mantenere attivi tutti questi incenritori sarebbe incalcolabile. Forse l'Europa comincerebbe a non bastare. Chi procaccia tonnellate di Cdr ed ecoballe se non la piattaforma? Anzi, le piattaforme. sempre in area vasta, c'è un progetto per Taranto in tutto simile a quello sanmarzanese.
a questo punto servirebbe ricapitolare: 73 discariche "autorizzate", tantissime altre abusive, l'Ilva, la raffineria, i cementifici, 3 inceneritori, altri 2 inceneritori in progetto, oltre al progetto di un rigassificatore (che al momento è in stand by visti gli 11 impianti che, col rigassificatore, espongono a rischio esplosione tutta Taranto) e poi... poi cominciamo a perdere il conto.
Intanto, è iniziato il sit in a San Marzano, davanti al Comune. Presto, ulteriori aggiornamenti.
Ah, un'ultima cosa. Dei progetti degli altri due inceneritori, se ne parla oggi sul Corriere del Giorno. Due righi o poco più nella lista dei progettio di area vasta.
mercoledì 12 novembre 2008
martedì 11 novembre 2008
Stasera in piazza
Riassumendo, stretto stretto, tutto all’osso, ecco qua: la delibera comunale del 2005 resta intatta; venerdì prossimo, 14 novembre, in Conferenza dei Servizi alla Provincia, il Comune di San Marzano ribadirà il suo sì alla piattaforma per rifiuti speciali della Universal Service, malgrado l’abusivismo edilizio ed il chiarissimo dissenso della cittadinanza. E, dulcis in fundo, l’amministrazione comunale ricorrerà nelle sedi opportune contro ciò che la gente chiama espressioni di dissenso mentre il politico definisce “diffamazioni, denigrazioni…” ecc. ecc. ecc. Fine del riassunto.
Che altro aggiungere? E’ un po’ come nel gioco delle tre carte. Anche all’occhio più attento, può sfuggire il trucco. Non oggi, però. Non stamattina. Non al Comune di San Marzano. Niente giochi. Niente inganni. E’ tutto chiaro.
Conferenza stampa dell’amministrazione comunale. Ore 10, negli annunci. Ore 12, in realtà. Anche il cambio d’orario puzza, e puzza tanto. Alle 12, quanto più possibile, a ridosso dell’ ora di pranzo, momento in cui la fame chiama e le vie del paese si svuotano. Non la piazza del Comune, però. Per quella, niente da fare. La gente resiste. Resta in attesa. Qualcuno spera: magari si dimettono così mandano tutto a monte. Un po’ come dire: babbo Natale esiste, ma va in giro in scooter perché la slitta era troppo lenta.
Invece, niente regali anticipati. A nessuno. L’intento su carta dell’incontro con la stampa: spiegare le proprie ragioni. Ma l’obiettivo reale forse è un altro. Cercare, a mezzo stampa, di parare il più duro colpo mai subito prima d’ora dal potentato sanmarzanese. Domenica scorsa, dopo una intera giornata di mobilitazione contro la piattaforma per rifiuti speciali della Universal Service e contro tutto l’inquinamento che sta condannando a morte questo territorio, nel Comune a marchio Pdl si è sentita troppo forte la scossa sismica. Le poltrone hanno traballato. Perciò l’amministrazione civica avrebbe voluto: 1 – addossare ogni colpa a Provincia e Regione di centrosinistra (che di colpe ne hanno tante quante il centrodestra) alla vigilia delle elezioni provinciali; 2 – ricucire il proprio costume da ente ambientalista, ridotto ormai a brandelli dalla realtà venuta a galla; 3 – veicolare l’avvertimento (guai a dire minaccia) a chiunque continuerà a raccontare cosa sta accadendo.
Danger, pericolo sul quale vigilare: il Comune è pronto ad impiegare i soldi in cassa per assoldare avvocati e proteggersi da chi dissente nelle sedi più opportune.
E allora, zero sorprese. Tutto secondo un brutto copione recitato a San Marzano come a Grottaglie come a Taranto come ovunque, nei palazzi occupati da maggioranze di destra o di sinistra, in questa terra in balia degli speculatori.
Ma non divaghiamo. Dicevamo, ore 12. Tanta, troppa gente davanti al Comune. Fuori, gli striscioni a sventolare le ragioni di una Comunità stretta tra Ilva, discariche, inceneritori, raffinerie, cementifici e programmi di nuova e maggiore distruzione ambientale.
La stanza del sindaco è chiusa. Sotto chiave, dietro quella porta, Borsci e Tarantino affidano la propria versione dei fatti ai microfoni delle reti locali. Due presidianti, dopo tanto bussare, entrano. Invitati ad uscire dall’imbarazzato (ed imbarazzante) Borsci, si difendono brandendo le proprie armi, un tesserino dell’ordine dei giornalisti e Santa Videocamera, 300 grammi di tecnologia fastidiosa per chi ama lasciare la gente fuori dalle stanze in cui si prendono le decisioni più devastanti.
Dopo l’intervista alle reti locali, Borsci invita tutti a spostarsi al primo piano, in una stanza capiente, buona per chi ha voglia di assistere. Neppure 5 minuti, ed ecco il nuovo contrordine. Tutti giù, di nuovo nella piccola stanza del sindaco, davanti alla quale i carabinieri si pongono a mo’ di diga a sbarrare l’ingresso alla cittadinanza.
E si comincia. Borsci legge, come sempre. Stavolta legge un comunicato stampa. Terminata la lettura, farfuglia qualcosa. Tarantino suggerisce, a mezza bocca. Poi, con la voce arrochita dallo sforzo del ventriloquo, parla lui, direttamente.
E così, la delibera resta, come dicevamo prima. La piattaforma, a detta degli amministratori, non servirà da calamita per nuovi rifiuti da dirottare al terzo lotto della discarica Ecolevante, malgrado gli stretti legami tra la Universal Service (o la sua azienda satellite Ecologica Servizi) e malgrado questo progetto di piattaforma somigli maledettamente all’altro progetto presentato pochi anni fa proprio dalla stessa Ecolevante. In questa piattaforma, sempre a detta degli amministratori, non si produrranno eco balle, non si produrrà combustibile da rifiuti per gli inceneritori, no, no e ancora no, malgrado (un altro “malgrado”) la valutazione di impatto ambientale rilasciata a seguito di una delibera comunale dica l’esatto contrario, e cioè sì al Cdr, sì alle eco balle, sì a nuovo business al quale l’azienda dovrebbe volontariamente rinunciare in base ad una letterina dell’amministrazione comunale. Infine, la campagna elettorale. Tarantino, aspirante candidato presidente, attacca a testa bassa la Provincia, quella sì colpevole di decidere sulla testa dei cittadini.
Domanda: e i cittadini scesi in piazza domenica?
Risposta neanche tanto tra le righe: strumentalizzazione e disinformazione.
Domanda: ed il sequestro della discarica di Tortora, in Calabria, sequestro imposto dalla Guardia di Finanza ad una discarica della Universal Service?
Risposta: contrari ad un clima giacobino, l’amministrazione attende gli esiti della magistratura.
Domanda: e ciò che è accaduto in Salento, e cioè l’appalto revocato alla Universal Service e ad un suo socio (l’ex proprietario della discarica di Tortora) per infiltrazioni mafiose?
Risposte stavolta varie: Borsci non sa, e apprende dai presidianti. Il suo ringhioso assessore sussurra: vedi che quell’appalto poi gliel’hanno ridato. Tarantino ribadisce che attende l’esito della magistratura.
Ultima domanda: perché non si è annullata la delibera, così come hanno chiesto tutti i cittadini’
Risposta: perché ci avrebbero fatto sbagliare.
Tutto qua? Più o meno è tutto. In un capannone abusivo, un’azienda che ha autorizzazioni e valutazioni di impatto ambientale per impacchettare eco balle e favorire l’apertura di un nuovo inceneritore e l’ampliamento di nuove discariche, solo perché glielo chiede l’amministrazione comunale con una lettera, si occuperà di stoccaggio di carta e cartone, assorbenti e salvaslip. La ditta, intanto, lo ha già detto nella scorsa conferenza dei servizi: non rinuncerà al suo progetto originario per farne un altro. Ed in questa terra, in cui le discariche sono 73, a causa dell’inquinamento, si ha il 30 % in più di ammalarsi di tumore. Ma niente paura: con un’aggiunta di impianti la percentuale ha buone probabilità di aumentare.
Ah, dimenticavo: la cittadinanza, quella disinformata, quella strumentalizzata, quella che cerca di trascinare nell’errore l’ineccepibile comune di San Marzano, si incontrerà stasera in piazza alle ore 20.30 per decidere il da farsi. Ma guai a parlare a voce alta. Dopo che i divieti e i boicottaggi della settimana scorsa non hanno dato i frutti sperati, il Comune ha già caricato il suo cannone spara querele.
Che altro aggiungere? E’ un po’ come nel gioco delle tre carte. Anche all’occhio più attento, può sfuggire il trucco. Non oggi, però. Non stamattina. Non al Comune di San Marzano. Niente giochi. Niente inganni. E’ tutto chiaro.
Conferenza stampa dell’amministrazione comunale. Ore 10, negli annunci. Ore 12, in realtà. Anche il cambio d’orario puzza, e puzza tanto. Alle 12, quanto più possibile, a ridosso dell’ ora di pranzo, momento in cui la fame chiama e le vie del paese si svuotano. Non la piazza del Comune, però. Per quella, niente da fare. La gente resiste. Resta in attesa. Qualcuno spera: magari si dimettono così mandano tutto a monte. Un po’ come dire: babbo Natale esiste, ma va in giro in scooter perché la slitta era troppo lenta.
Invece, niente regali anticipati. A nessuno. L’intento su carta dell’incontro con la stampa: spiegare le proprie ragioni. Ma l’obiettivo reale forse è un altro. Cercare, a mezzo stampa, di parare il più duro colpo mai subito prima d’ora dal potentato sanmarzanese. Domenica scorsa, dopo una intera giornata di mobilitazione contro la piattaforma per rifiuti speciali della Universal Service e contro tutto l’inquinamento che sta condannando a morte questo territorio, nel Comune a marchio Pdl si è sentita troppo forte la scossa sismica. Le poltrone hanno traballato. Perciò l’amministrazione civica avrebbe voluto: 1 – addossare ogni colpa a Provincia e Regione di centrosinistra (che di colpe ne hanno tante quante il centrodestra) alla vigilia delle elezioni provinciali; 2 – ricucire il proprio costume da ente ambientalista, ridotto ormai a brandelli dalla realtà venuta a galla; 3 – veicolare l’avvertimento (guai a dire minaccia) a chiunque continuerà a raccontare cosa sta accadendo.
Danger, pericolo sul quale vigilare: il Comune è pronto ad impiegare i soldi in cassa per assoldare avvocati e proteggersi da chi dissente nelle sedi più opportune.
E allora, zero sorprese. Tutto secondo un brutto copione recitato a San Marzano come a Grottaglie come a Taranto come ovunque, nei palazzi occupati da maggioranze di destra o di sinistra, in questa terra in balia degli speculatori.
Ma non divaghiamo. Dicevamo, ore 12. Tanta, troppa gente davanti al Comune. Fuori, gli striscioni a sventolare le ragioni di una Comunità stretta tra Ilva, discariche, inceneritori, raffinerie, cementifici e programmi di nuova e maggiore distruzione ambientale.
La stanza del sindaco è chiusa. Sotto chiave, dietro quella porta, Borsci e Tarantino affidano la propria versione dei fatti ai microfoni delle reti locali. Due presidianti, dopo tanto bussare, entrano. Invitati ad uscire dall’imbarazzato (ed imbarazzante) Borsci, si difendono brandendo le proprie armi, un tesserino dell’ordine dei giornalisti e Santa Videocamera, 300 grammi di tecnologia fastidiosa per chi ama lasciare la gente fuori dalle stanze in cui si prendono le decisioni più devastanti.
Dopo l’intervista alle reti locali, Borsci invita tutti a spostarsi al primo piano, in una stanza capiente, buona per chi ha voglia di assistere. Neppure 5 minuti, ed ecco il nuovo contrordine. Tutti giù, di nuovo nella piccola stanza del sindaco, davanti alla quale i carabinieri si pongono a mo’ di diga a sbarrare l’ingresso alla cittadinanza.
E si comincia. Borsci legge, come sempre. Stavolta legge un comunicato stampa. Terminata la lettura, farfuglia qualcosa. Tarantino suggerisce, a mezza bocca. Poi, con la voce arrochita dallo sforzo del ventriloquo, parla lui, direttamente.
E così, la delibera resta, come dicevamo prima. La piattaforma, a detta degli amministratori, non servirà da calamita per nuovi rifiuti da dirottare al terzo lotto della discarica Ecolevante, malgrado gli stretti legami tra la Universal Service (o la sua azienda satellite Ecologica Servizi) e malgrado questo progetto di piattaforma somigli maledettamente all’altro progetto presentato pochi anni fa proprio dalla stessa Ecolevante. In questa piattaforma, sempre a detta degli amministratori, non si produrranno eco balle, non si produrrà combustibile da rifiuti per gli inceneritori, no, no e ancora no, malgrado (un altro “malgrado”) la valutazione di impatto ambientale rilasciata a seguito di una delibera comunale dica l’esatto contrario, e cioè sì al Cdr, sì alle eco balle, sì a nuovo business al quale l’azienda dovrebbe volontariamente rinunciare in base ad una letterina dell’amministrazione comunale. Infine, la campagna elettorale. Tarantino, aspirante candidato presidente, attacca a testa bassa la Provincia, quella sì colpevole di decidere sulla testa dei cittadini.
Domanda: e i cittadini scesi in piazza domenica?
Risposta neanche tanto tra le righe: strumentalizzazione e disinformazione.
Domanda: ed il sequestro della discarica di Tortora, in Calabria, sequestro imposto dalla Guardia di Finanza ad una discarica della Universal Service?
Risposta: contrari ad un clima giacobino, l’amministrazione attende gli esiti della magistratura.
Domanda: e ciò che è accaduto in Salento, e cioè l’appalto revocato alla Universal Service e ad un suo socio (l’ex proprietario della discarica di Tortora) per infiltrazioni mafiose?
Risposte stavolta varie: Borsci non sa, e apprende dai presidianti. Il suo ringhioso assessore sussurra: vedi che quell’appalto poi gliel’hanno ridato. Tarantino ribadisce che attende l’esito della magistratura.
Ultima domanda: perché non si è annullata la delibera, così come hanno chiesto tutti i cittadini’
Risposta: perché ci avrebbero fatto sbagliare.
Tutto qua? Più o meno è tutto. In un capannone abusivo, un’azienda che ha autorizzazioni e valutazioni di impatto ambientale per impacchettare eco balle e favorire l’apertura di un nuovo inceneritore e l’ampliamento di nuove discariche, solo perché glielo chiede l’amministrazione comunale con una lettera, si occuperà di stoccaggio di carta e cartone, assorbenti e salvaslip. La ditta, intanto, lo ha già detto nella scorsa conferenza dei servizi: non rinuncerà al suo progetto originario per farne un altro. Ed in questa terra, in cui le discariche sono 73, a causa dell’inquinamento, si ha il 30 % in più di ammalarsi di tumore. Ma niente paura: con un’aggiunta di impianti la percentuale ha buone probabilità di aumentare.
Ah, dimenticavo: la cittadinanza, quella disinformata, quella strumentalizzata, quella che cerca di trascinare nell’errore l’ineccepibile comune di San Marzano, si incontrerà stasera in piazza alle ore 20.30 per decidere il da farsi. Ma guai a parlare a voce alta. Dopo che i divieti e i boicottaggi della settimana scorsa non hanno dato i frutti sperati, il Comune ha già caricato il suo cannone spara querele.
....APPUNTAMENTO....
Per fare il punto sulla conferenza stampa
tenutasi stamane dall'Amministrazione Comunale di San Marzano (alla quale hanno preso parte entrambi i sindaci di San Marzano).......
QUESTA SERA 11/11/08
ORE 20:30
ASSEMBLEA IN PIAZZA MILITE IGNOTO
SAN MARZANO
NON MANCATE....
tenutasi stamane dall'Amministrazione Comunale di San Marzano (alla quale hanno preso parte entrambi i sindaci di San Marzano).......
QUESTA SERA 11/11/08
ORE 20:30
ASSEMBLEA IN PIAZZA MILITE IGNOTO
SAN MARZANO
NON MANCATE....
alle ore 12 (l'orario è stato spostato per disorientare i cittadini) sul municipio di san marzano l'amministrazione comunale terrà una conferenza stampa. cosa vorranno dire? ascoltiamoli e mettiamoli in difficoltà.......tutti sul comune non manchiamo
lunedì 10 novembre 2008
E poi arriva il lunedì
Grande, grandissima giornata di mobilitazione, quella di ieri. Una domenica in piazza contro la piattaforma della Universal service e contro tutte le discariche, gli inceneritori e gli altri impianti inquinanti di questa provincia.
Dalla mattina alla sera, dal corteo alla pizzica ballata nella piazzetta che non sono riusciti a proibirci, è andato tutto meglio delle più rosee aspettative.
Ma quanta fatica... Siamo passati attraverso i divieti inventati, le intimidazioni da strada, le minacce mafiose, i boicottaggi di vario tipo. Alcuni interventi resteranno alla storia per quanto siano stati ridicoli. Pensate, ad esempio, all'ex sindaco, ora presidente plenipotenziario del Consiglio comunale. Sabato, alla vigilia della manifestazione, a bordo della sua auto, gentile consorte sempre al suo fianco, si è pappato circa 300 chilometri. Ha seguito (e raggiunto) i quattro pulman dei fedeli in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo. E lì, camuffandosi da predicatore illuminato, ha cercato in tutti i modi di dissuadere la gente dal venire al corteo. Eppure, la gente è accorsa. E in massa.
Altre persone vicine a Lonoce hanno addirittura fatto la "ronda dei negozi". Entrando negli esercizi commerciali, dove hanno trovato il manifesto del corteo esposto, appeso al muro o alla vetrina, lo hanno strappato dicendo "non si fa più nessuna manifestazione". Peggio. La reazione di ribellione a questa prepotenza è stata ancora più forte mentre ancora si rincorrono le voci riguardo un presunto (?) incontro "segreto" (sì, segretissimo) tra un imbizzarrito personaggio "occulto" (?) e le associazioni culturali del paese affinché queste ultime non prendessero parte alla mobilitazione.
Niente, tutto vano. Siamo riusciti a superare anche questo.
Il sindaco Borsci? In campagna elettorale amava definirsi, con la gente per la gente tra la gente. Ieri, è scomparso dalle vie del suo paese. Domani cercherà di parlare ai suoi concittadini attraverso i giornali e le televisioni locali. La conferenza stampa è convocata probabilmente per domattina alle 10.
Cosa dirà? Che tutta la cittadinanza scesa in piazza ieri ha sbagliato? Che la valutazione di impatto ambientale data alla piattaforma non consente l'impacchettamento delle ecoballe o lo stoccaggio di rifiuti speciali, anche ospedalieri? Che a Tortora, in Calabria, non è stata messa sotto sequestro dalla Guardia di Finanza una discarica della Universal Service? Che in un paese salentino, al titolare di questa ditta, Lonoce, e ad un suo socio, non è stato revocato un appalto per lo smaltimento dei rifiuti a causa di infiltrazioni mafiose?
A proposito, oggi alle 18, a Sava, il presidio è stato invitato a partecipare all'incontro con la carovana antimafia dell'associazione Libera. Così molto di quanto accade qui potrà essere raccontato ad altra gente che fa di tutto affinché - in Sicilia come in Puglia come in Calabria come in Campania come nel resto del Paese - le cose cambino.
Ed oggi, a San Marzano, in questo lunedì di novembre, anche se c'è ancora moltissima strada da fare, tantissime cose sembrano già cambiate, stavolta, in meglio.
Dalla mattina alla sera, dal corteo alla pizzica ballata nella piazzetta che non sono riusciti a proibirci, è andato tutto meglio delle più rosee aspettative.
Ma quanta fatica... Siamo passati attraverso i divieti inventati, le intimidazioni da strada, le minacce mafiose, i boicottaggi di vario tipo. Alcuni interventi resteranno alla storia per quanto siano stati ridicoli. Pensate, ad esempio, all'ex sindaco, ora presidente plenipotenziario del Consiglio comunale. Sabato, alla vigilia della manifestazione, a bordo della sua auto, gentile consorte sempre al suo fianco, si è pappato circa 300 chilometri. Ha seguito (e raggiunto) i quattro pulman dei fedeli in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo. E lì, camuffandosi da predicatore illuminato, ha cercato in tutti i modi di dissuadere la gente dal venire al corteo. Eppure, la gente è accorsa. E in massa.
Altre persone vicine a Lonoce hanno addirittura fatto la "ronda dei negozi". Entrando negli esercizi commerciali, dove hanno trovato il manifesto del corteo esposto, appeso al muro o alla vetrina, lo hanno strappato dicendo "non si fa più nessuna manifestazione". Peggio. La reazione di ribellione a questa prepotenza è stata ancora più forte mentre ancora si rincorrono le voci riguardo un presunto (?) incontro "segreto" (sì, segretissimo) tra un imbizzarrito personaggio "occulto" (?) e le associazioni culturali del paese affinché queste ultime non prendessero parte alla mobilitazione.
Niente, tutto vano. Siamo riusciti a superare anche questo.
Il sindaco Borsci? In campagna elettorale amava definirsi, con la gente per la gente tra la gente. Ieri, è scomparso dalle vie del suo paese. Domani cercherà di parlare ai suoi concittadini attraverso i giornali e le televisioni locali. La conferenza stampa è convocata probabilmente per domattina alle 10.
Cosa dirà? Che tutta la cittadinanza scesa in piazza ieri ha sbagliato? Che la valutazione di impatto ambientale data alla piattaforma non consente l'impacchettamento delle ecoballe o lo stoccaggio di rifiuti speciali, anche ospedalieri? Che a Tortora, in Calabria, non è stata messa sotto sequestro dalla Guardia di Finanza una discarica della Universal Service? Che in un paese salentino, al titolare di questa ditta, Lonoce, e ad un suo socio, non è stato revocato un appalto per lo smaltimento dei rifiuti a causa di infiltrazioni mafiose?
A proposito, oggi alle 18, a Sava, il presidio è stato invitato a partecipare all'incontro con la carovana antimafia dell'associazione Libera. Così molto di quanto accade qui potrà essere raccontato ad altra gente che fa di tutto affinché - in Sicilia come in Puglia come in Calabria come in Campania come nel resto del Paese - le cose cambino.
Ed oggi, a San Marzano, in questo lunedì di novembre, anche se c'è ancora moltissima strada da fare, tantissime cose sembrano già cambiate, stavolta, in meglio.
Un ringraziamento speciale va a Giulio del Comitato per Taranto per le foto
domenica 9 novembre 2008
Raggiungeteci
Più forte delle intimidazioni, più forte dei boicottaggi. La gente di San Marzano e dei dintorni era in piazza stamattina, numerosa ed assordante. Una marea di no alla distruzione progettata dai potentati politici ed imprenditoriali. La manifestazione si è conclusa davanti ai cancelli della piattaforma della Unioversal Service, un capannone abusivo progettato per accogliere 200 tonnellate di rifiuti speciali al giorno, l'ennesimo piano di distruzione di questa terra disastrata da 73 discariche, dall'Ilva, dagli inceneritori, dalle raffinerie, da tutti gli impianti di morte attivi in questa provincia.
I feudatari sanmarzanesi, barricati nelle loro case, dietro le tende delle loro finestre, hanno visto i propri affari vacillare al cospetto delle ragioni di chi si auto-organizza e difende la propria salute ed il proprio territorio con ogni mezzo necessario.
Adesso, in piazza Madonna delle Grazie, sta per cominciare il pranzo popolare. Poi, intrattenimento per bambini con artisti di strada. E stasera pizzica. Tutto il giorno per dire no alle ecomafie, per fermare i crimini di politici collusi ed imprenditori ecomafiosi.
Raggiungeteci in piazza, in questo giorno che qui potrà passare alla storia, in questo paese che oggi è in festa, in queste strade in cui si sta costruendo solidarietà, ribellione, libertà
I feudatari sanmarzanesi, barricati nelle loro case, dietro le tende delle loro finestre, hanno visto i propri affari vacillare al cospetto delle ragioni di chi si auto-organizza e difende la propria salute ed il proprio territorio con ogni mezzo necessario.
Adesso, in piazza Madonna delle Grazie, sta per cominciare il pranzo popolare. Poi, intrattenimento per bambini con artisti di strada. E stasera pizzica. Tutto il giorno per dire no alle ecomafie, per fermare i crimini di politici collusi ed imprenditori ecomafiosi.
Raggiungeteci in piazza, in questo giorno che qui potrà passare alla storia, in questo paese che oggi è in festa, in queste strade in cui si sta costruendo solidarietà, ribellione, libertà
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